PAROLE DI PUTIN DOPO IL G20 DI OSAKA

30.06.2019

Putin ha sostenuto che il liberalismo è ormai obsoleto: "La forza ideologica che ha fatto da motore all'occidente dal Novecento ad oggi si è spenta, avendo 'esaurito il suo scopo': l'idea liberale ha cominciato a divorare se stessa, mentre vaste fette di cittadini hanno iniziato a ribellarsi contro l'immigrazione, i confini aperti e il multiculturalismo. La vittoria elettorale di Trump ha avuto come radici il crescente disincanto verso le politiche liberali. E Trump va lodato per la sua politica anti-migranti e il tentativo di bloccare il flusso dei profughi e della droga alla frontiera tra gli Usa e il Messico. [...] 

Putin: il neoliberismo sta cannibalizzando se stesso, perché calpesta i diritti dei popoli 

I liberali non possono semplicemente dettare alcunché a chicchessia come hanno cercato di fare negli ultimi decenni". Tra gli esempi negativi fatti dal capo del Cremlino, quello della "politica delle porte aperte" di Angela Merkel, che il presidente russo definisce "un errore cardinale" della cancelliera. "L'idea dei liberali - spiega il capo del Cremlino - presuppone che i migranti possano uccidere, rapinare e violentare nell'impunità, dato che si devono proteggere i loro diritti come migranti".

MIEI COMMENTI

Queste parole non fanno che sottolineare come determinate visioni del mondo abbiano imprescindibili corollari: il liberalismo decade nel tempo in neoliberismo, ossia la totale deregulation laddove favorisce i signori dei soldi; mentre le leggi che puniscono i normali cittadini, spesso per l'impossibilità economica di rispettarle, vengono fatte puntigliosamente valere da una magistratura che non sa, o meglio preferisce non sapere, come funzionano le regole bancarie e monetarie a detrimento dei popoli né come il diffuso atteggiamento buonista verso i migranti porti al dissolvimento dell'Italia in prima battuta e dell'Europa tutta negli anni a seguire.

Infatti, oltre all'élite finanziaria, per la quale non valgono le leggi dei comuni mortali, c'è la congerie dei migranti, cui tutto è concesso, a cominciare dall'ingresso fraudolento nel nostro territorio. Non c'è legge che li fermi, consci della loro impunità, qualsiasi crimine commettano: tanto ci sono i giudici che alla fine li rimettono in libertà, pronti per commetterne di nuovi.

Per chi li va a prendere, di concerto con i negrieri libici, si fa appello al lato umanitario ("salvare vite umane"), ma lo stesso appello cade nel vuoto quando si tratta di salvare italiani sbattuti fuori casa per non aver pagato il mutuo, o pignorati dei propri cespiti o del proprio mezzo di trasporto. Quanti suicidi abbiamo avuto in Italia per dissesti economici indotti dall'austerity, mentre le pseudo-sinistre brindavano coi loro carnefici? Del resto, sono coerenti: stanno sempre dalla parte dei criminali, come la finanza speculativa, i negrieri, gli scafisti e, adesso, questa loro eroina che, come l'omonima droga, li ha ringalluzziti. 

Carola Rackete, neo pasionaria delle sinistre in cerca della smarrita identità

Così ha funzionato in Italia, finché un certo Salvini è arrivato, a furor di popolo, al Ministero degli Interni: l'uomo giusto al posto giusto. Alla buon'ora. Ma lasciato solo a combattere la sua battaglia, pur condivisa dalla stragrande maggioranza degli italiani, contro tanti facili eroi della sinistra, a cominciare dal gruppetto di parlamentari a bordo della Sea Watch (certi di non incorrere in nessun pericolo, fisico o giudiziario), che s'infiammano all'assistere una flagranza di reati: chissà che emozione guardare dalla tolda la Sea Watch mentre stava per stritolare contro il molo la lancia della GdF...; contro l'immancabile papa Francesco, che, non so quanto coscientemente, agevola l'attuazione del piano Kalergi con le sue omelie pro-clandestini; nonché contro il M5S, oggi incarnato, forse più che da Di Maio, reo di appiattirsi su Salvini, da quel Fico cui è stato improvvidamente permesso di sedere sullo scranno della terza carica dello Stato. Se Salvini è riuscito, in quanto Ministro dell'Interno, a prendere una posizione ferma e chiara contro l'immigrazione a go-go, non c'è un ministro suo pari in campo finanziario/giudiziario, che faccia cessare la triste pratica dei pignoramenti di immobili, mezzi, stipendi e pensioni a fronte di sentenze giudiziarie molto spesso strampalate, in mancanza di eque disamine delle situazioni che si pretende giudicare. I danni che lo Stato deve pagare per errori giudiziari, pignoramenti e anni di galera ingiustamente trascorsi stanno lì a dimostrarlo. Quanto a Fraulein Carla, la galera non l'ha vista né la vedrà mai: a perorare la sua causa si sono mossi tutti i papaveri europei, tedeschi in prima linea, of course. Ci sarebbe da provare a fare lo stesso ai loro confini...

Matteo Salvini: epicentro dello scontro tra italiani e anti-italiani

Sinceramente, non so quanto ancora possa durare un governo così dilaniato da politiche radicalmente opposte. E non so se augurarmi la sua fine, pensando ai mesi di vuoto politico che ne seguirebbero, con l'arrembaggio finale di stormi di ONG sulle nostre coste, agevolati dalla bella (si fa per dire) stagione. Col probabile finale di un governo Lega-FdI, che non avrebbe più freni nel trasformare l'Italia in un cantiere di opere utili, ma anche inutili. Magari con lo spolvero del Ponte sullo Stretto...

Marco Giacinto

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