MARCO GIACINTO

Pensieri ed analisi fuori dal coro

 

 Questo blog vuole estrarre dal brusio di fondo una voce, la mia, che da anni - precisamente dal 2005 - non si stanca di gridare ai quattro venti in che razza di sistema bancario e monetario, e in cascata politico, giudiziario, sociale, siamo stati subdolamente trascinati, mentre il fuoco veniva artatamente deviato su notizie, il cui vero scopo era quello di celare cosa stava passando sopra le nostre teste.

Ma perché proprio dal 2005? Perché è l'anno in cui i più attenti osservatori scoprivano i veri scopi della costruzione della nuova Unione Europea, architettata nel trattato di Maastricht del 1992 da oscuri personaggi, mentre in Italia si parlava di Mani Pulite, secondo il collaudato cliché delle false flag (spauracchi). Il blablabla dell'anti-corruzione procedette per anni, finché nel 2005, appunto, vennero inopinatamente alla luce segreti custoditi gelosamente per secoli dalla elite bancaria.

Devo riconoscere il grande merito che ha avuto in questa mia nuova consapevolezza colui che io non esito a definire il moderno Niccolò Machiavelli: l'avvocato Marco Della Luna, a partire dal suo libro €uroschiavi del 2005, primo di una serie lucidamente e analiticamente critica dell'attuale società, resa sempre più succube da istituzioni non più garanti delle libertà e dei diritti dei cittadini, bensì della sempre più ristretta e più ricca classe dominante, che agisce nell'ombra, utilizzando quelle istituzioni ai propri scopi; istituzioni che Della Luna identifica nella magistratura, nella classe politica, nelle Università, nell'alta burocrazia, nello stesso Quirinale, tutti garanti del rapido affermarsi di quella che da più parti viene ormai chiamata "decrescita infelice", ossia l'esatto contrario dei valori di progresso e di democrazia che riempiono le bocche di coloro che ne sono i reali avversari.

Gli articoli che pubblico ci guidano lungo i 14 anni che ci dividono da quel fatidico anno, non limitando tuttavia il campo d'indagine al mondo finanziario e monetario, ma anche alle più subdole tecniche di dominazione di massa o all'atavico bastone coercitivo di sentenze giudiziarie devastanti per chi ne è il bersaglio. La tecnica usata per sbarazzarsi di chi dissente non è nuova: lo si marchia come fascista, populista, reazionario, se in posizione di non nuocere troppo, o lo si elimina con il discredito, l'accanimento giudiziario e la rovina economica, a seconda della sua pericolosità, proporzionale al suo potere, politico, mediatico, accademico, burocratico.

Purtroppo, quegli articoli conservano intatta la loro validità. D'altro canto, ho anche l'umiltà di riconoscere che non esistono "soluzioni finali" ai problemi sociali ed ambientali, data la crescente - e angosciante - complessità di un mondo che sembra andare alla deriva, verso l'estinzione delle sue forme di vita. Ma ci sono passi che possono e devono essere fatti, per un drastico cambio di direzione, anche per rispondere alla propria coscienza: l'abisso forse non è inevitabile.